8.Quando non ci si può trattenere

Ciò che mi sta stimolando particolarmente nella realizzazione di questo nuovo blog è la possibilità di confronto che propone. In primis il discorso è rivolto a me stesso, il ripubblicare vecchi articoli mi permette di analizzare delle situazioni da una prospettiva differente, ma allo stesso tempo si tratta di sensazioni provate sulla mia pelle, e il confronto raggiunge risultati stupefacenti.

Come seconda cosa ha trasformato i lettori immaginari in lettori reali. Magari si tratta di poche persone, ma non mi interessano i grandi numeri. Ciò che mi alletta e vedere come uno strumento possa essere usato bene. Di fatto con questo blog io ho creato una mia immagine virtuale con un nome e cognome simbolico. Questo blog è casa mia, i forum sono le piazze, Wikipedia è la biblioteca, Youtube è il cinema/tv/ufficio registrazioni, il resto di internet sono i negozi e le strade. Chi effettua una ricerca con parole chiave può trovarsi a visitare casa mia, in questo modo si crea un confronto reso possibile da una condivisione di idee che generano discussioni e pareri. Un simile discorso renderebbe internet un modo per connettere persone di tutto il mondo attraverso un confronto costruttivo.

Dopo un simile discorso mi giunge chiara la seguente conclusione: il social network distrugge questo sistema. Infatti esso propone un trasferimento della vita reale nel mondo virtuale creando confusione e incongruenza a favore delle indagini di mercato che con i mi piace risparmiano sondaggi costosi.

28 Giugno 2012

oltre il cotone dipinto chimicamente di rosso

si può scorgere la piega di una maglia poggiata su una sedia

 che ne è della mia pelle? che ne è delle mie ossa? della mia carne?

questo tessuto jeans poggia anch’esso

sulla finta pelle nera

 che ne è dei miei muscoli? dei miei nervi? della mia anima?

 sono uno spettro che vaga tra queste mura, solo l’innocenza può  vedermi

 non ho un cuore visibile a quanto pare, non ho tratti del volto, non ho voce,

eppure soffro terribilmente!!

Associare questi pensieri a questa canzone: perché farlo? Di certo non potevo riprendere subito dopo.

Rifletto sul sentirsi incatenati, sul non poter agire come l’istinto ti spingerebbe a fare. Si vorrebbe cominciare da capo, ma non si hanno alternative, e allora si finisce con l’annullare se stessi.

Non è bello sentirsi vuoti a tal punto da immaginare i vestiti che si hanno addosso, come poggiati sulla sedia.

 Non credo ci saranno altri sfoghi su questo blog, ma non mi pento di averlo fatto, mi rende più umano.

 Il Web è pieno di gente che vuole diventare famosa sfruttando divertimento e cose simili, proprio nulla in contrario, però voglio dare il mio contributo per mostrare al pubblico che esistono anche altri volti, e che dietro questo sistema di codici e colori c’è sempre l’uomo.

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5 pensieri riguardo “8.Quando non ci si può trattenere

  1. Mi piace frequentare casa tua! Per quanto mi riguarda, i cosiddetti social network (che sempre per me si riducono a fb, con twitter già parliamo lingue cooompletamente diverse) li tratto esattamente come tratto i blog! Uso i mipiace come rafforzativi o tipo: l’ho letto, gradito, ma resta dove sta. Non vedo la differenza, se non per comodità, tanto se mi interesse il link ci devo andare dentro, se lo “condivido” il commento lo metto lì invece che qui dove lo sto facendo adesso…
    Come vedi, non mi posso proprio trattenere…!!! Hihhii, ad es. mi piacerebbe trovare un modo per sorridere, sbuffare o applaudire meno sgradevole del puntini, degli esclamativi e dei brutti-finti vocalizzi. Ma questo è un altro discorso…
    Ciau!

  2. Il problema non è lo strumento ma colui che lo usa (anche se in questo caso credo si debba usare “utilizza”)… ciò che mi preoccupa è che sono in pochi coloro che lo usano come andrebbe usato. Per come io la vedo il modo tuo è un modo giusto (e non lo dico per dire), ma potrai convenire con me che la stragrande maggioranza delle persone perde la testa nei meccanismi “mipiaciosi” della effebiancasublu!

  3. il web è bellissimo perché ci trasforma un po’ tutti in Alice nel Paese delle Meraviglie.
    poi… un po’ ci vuole fortuna per trovare pensieri profondi nel mare magno della monnezza, un po’ tocca imparare a destreggiarsi al meglio: il tempo che scorre porta a molto selezionare!
    il fatto di vivere un social come appendice della realtà è sano (credo…); spesso, però, diviene solo uno strumento di fuga dalla realtà, una realtà parallela in cui finalmente potersi esprimere liberamente. in cui si è convinti di potersi esprimere liberamente.
    la libertà è nella testa di chi agisce, non nel luogo in cui si sceglie di operare.
    grazie per la condivisione delle riflessioni, Winston! 🙂
    p.s. la faccina a cesura era d’obbligo!

    1. Dopo che è passato quasi un anno da quando ho scritto l’articolo, trovo meraviglioso il fatto di essere d’accordo più con le tue parole che con le mie!

Dì la tua: sarà un piacere discutere con te!

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