26. Concept Review ep. 0

Mi rendo conto che eravate in tantissimi stamattina davanti alla mia capanna sull’albero per lamentarvi, ma vi assicuro: non è colpa mia!

Ogni volta che creo una rubrica mi vien la voglia di pubblicare un post ogni giorno, quindi per gestire meglio il blog mi impongo la cadenza settimanale. Accade però che determinate settimane proprio non ho la testa di scrivere, e visto che non mi va di inserire post scritti di fretta e senza alcun tipo di ispirazione, salto l’appuntamento.

Dunque ecco la soluzione (necessaria visto che con questo post vi propongo l’ennesima rubrica): ogni rubrica sarà aggiornata casualmente e pubblicata nel giorno stabilito a meno che non ci sia qualche situazione particolare… in pratica se “tubi or not tubi” lo pubblico di sabato uscirà di sabato, ma non ogni sabato necessariamente.

Pensandoci non ha un gran senso tutto questo…

Ecco il Ri-post!

7 dicembre 2012

Oggi parleremo di musica, prima di iniziare a leggere scegli la canzone di sottofondo da ascoltare:

Il mio rapporto con la musica credo sia davvero insolito, in ogni caso non mi capita di frequente di conoscere qualcuno che si comporta come me quando si avvicina ad un artista. Non sono miei i panni del nostalgico che rimpiange un passato in cui il panorama musicale era davvero un paesaggio meraviglioso e non composto da questi pannelli plasticosi odierni, però non posso che acconsentire a quelli che si lamentano dell’eccessiva facilità con cui oggi è possibile avere accesso ad ogni cosa.

Certo è comodo, ma ha un grandissimo difetto: non ci si può più concentrare né dedicarsi al singolo brano, al concetto di album alla contestualizzazione, ai significati nascosti (anche se ormai è difficile trovare artisti con testi profondi, o in ogni caso è più difficile di ieri).

Ciò che io adoro sono i concept album poiché trovano una soluzione a quello che è il problema principale delle canzoni, e cioè la loro brevità. In che modo lo fanno? Sicuramente dipende dal tipo di concept. Esistono concept che vogliono dare l’impressione di un’unica canzone, è il caso di “the dark side of the moon” che si presenta come un insieme di traks unite tra loro. Esistono poi quelli attraverso i quali l’artista decide un tema e lo sviluppa in vari modi: “tutti morimmo a stento” di de André è una riflessione che l’artista fa sul tema della morte, già molto presente in altre sue canzoni. Questo presenta anche la caratteristica precedente, ovvero l’effetto di un’unica canzone. Ci sono poi quelli che partono da un’idea di fondo intorno al quale l’album gira: “il sogno eretico” di Caparezza rappresenta una successione di sogni collegati da piccoli sketch presenti tra una canzone e l’altra. Un concept album può essere tratto da un libro, da un film e simili, in quel caso racconterebbe una storia già conosciuta in una maniera tutta nuova, o può raccontare una storia che nasce dalla fantasia del cantante stesso.

Ero pronto a cominciare il mio solito elenco di consigli per gli acquisti, ma poi ci ho ripensato. Non sarebbe serio riassumere brevemente tanti concept, ciò che vogliono significare è un qualcosa che merita spazio, tant’è vero che dei cantanti dedicano a un tema tutte le tracce di un album.

Dunque, ecco la nuova rubrica di questo blog: Concept Review.

Il giorno del concept review sarà il Mercoledì!

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