36. Concept Review 2: La buona novella

31 gennaio 2013

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L’album fu pubblicato nel 1970 e fu il secondo concept realizzato dal cantante genovese dopo Tutti morimmo a stento del 1968. Pubblicato nello stesso anno poco prima dell’album è il famosissimo brano Il pescatore che in un modo o nell’altro riprende i discorsi già iniziati in canzoni come Si chiamava Gesù Spiritual e ci lega all’opera in analisi.

E’ un tipo di concept che racconta una storia, in questo caso la storia è narrata dal più grande bestseller della storia: la storia di Gesù di Nazareth.

La sua versione musicale però si rifà a una versione meno conosciuta: i vangeli apocrifi, in particolare trae spunto prevalentemente dal protovangelo di Giacomo. “Apocrifo” significa letteralmente nascosto, spesso tuttavia con questo termine si intende “falso”. Gli Apocrifi si oppongono ai canonici: i quattro presenti nel nuovo testamento e attribuiti ai quattro evangelisti. Nonostante l’atteggiamento della Chiesa risulta spesso derisorio nei confronti di questi vangeli, molte tradizioni relative ai nomi dei re Magi, dei ladroni alla destra e alla sinistra di Gesù, e a quelli dei genitori di Maria vengono proprio da lì!

Ciò che probabilmente si nasconde dietro questo atteggiamento è il modo in cui questi vangeli trattano la figura di Cristo. Poiché questo modo di vedere coincide con quello di de Andrè, non c’è da meravigliarsi se nel raccontare la sua versione si basi proprio su questi vangeli.
Potremmo sintetizzare brevemente questa disputa con: umanità e divinità di Gesù, dove se gli apocrifi si spostano verso la prima, i canonici puntano alla seconda. Questo concetto si può dire che fa da cornice all’intero album: la prima traccia, Laudate dominum, si apre in maniera solenne con i suoi organi che danno l’impressione di quella religiosità severa e rigida. Lo stesso coro che ripete le stesse due parole latine fino a farle sfumare crea un effetto straniante.
In un modo o nell’altro è come se de Andrè partisse dalla visione comune della solita storia per poi cominciare la sua; una volta finite di raccontare le vicende, il disco si chiude con la traccia conclusiva che si apre come la prima dell’album, ma prosegue spiegando la visione del cantautore.
All’interno di questa cornice si struttura l’intero album.
Una caratteristica ricorrente in tutto l’album è il punto di vista: il protagonista della storia non è mai nominato, inoltre lo si osserva sempre dagli occhi di altri personaggi. Ciononostante è presente in quasi tutte le canzoni.

La Buona Novella può essere considerata nelle sue due metà in cui in passato gli lp si presentavano.

Lato A

Lato B

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