3 Mikipedia


Gentile lettrice, gentile lettore,

In un vecchio blog occupai questo spazio per parlare approssimativamente di un progetto che consisteva nel rendere pubbliche le versioni digitali di alcuni miei scritti, attualmente non credo che questo blog si proietterà su simili questioni… Qui sotto troverete il mio alter-ego digitale, Winston Smith, descritto alla maniera di Wikipedia.

N.B. La voce è in continuo aggiornamento.

Ri-N.B. gli ultimi aggiornamenti saranno scritti in rosso

Winston Smith

Da Mikipedia, l’enciclopedia libera.


«
 Il buio lo avvolse, le orecchie si riempirono di un lamento di solitudine. »

(Frase presa a caso da un quaderno rosso che contiene il suo primo romanzo – unico per il momento – concluso. Purtroppo l’autore , nonostante
siano passati dei mesi dalla conclusione dello stesso, ancora non ha deciso un titolo)
Winston Smith (Napoli, 5 trimoscato 393 T.E. (secondo il calendario della Contea) – ancora in vita probabilmente) è stato un poetagiornalista e critico musicale italianopremio Nobel per la letteratura nel 1975… ah no quello è Eugenio Montale, io sono uno studente del liceo che è ormai agli sgoccioli  della maturità e già sente il lontano odore della libertà, anzi, era uno studente del liceo. Adesso non sa neanche lui come definirsi.

Indice

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Biografia [modifica]

La prima infanzia

Winston Smith nacque a Mikiput dai suoi genitori. Il bambino era un tipo solare e sensibile, “i suoi giochi erano davvero complessi, ma proprio per questo divertentissimi e originali”  (da un’intervista fatta alla sua amica del cuore di allora che non posso citare per questioni di privacy). Il suo mondo era cosparso di magia, i film d’animazione Disney disegnavano nuovi mondi, i suoi giocattoli, fedelissimi compagni, non lo tradirono mai e gli furono vicini fino alla fine (dell’infanzia).

Gli anni delle elementari

Alle elementari cominciò a rendersi conto di un nuovo mondo, ma preferì di gran lunga quello della sua fantasia, e con il cervello che cresceva insieme alla memoria, fece si che i suoi giochi e le sue fantasie divenissero ancora più belli. Già prima di iniziare la prima, Winston sapeva leggere e scrivere, e imparò a farlo poiché si faceva raccontare così tante volte le stesse storie, che imparava a memoria ogni parola, virgola, e addirittura sapeva quando voltare pagina. Il mondo che gli si aprì, quello della lettura appunto, lo avvolge ancora oggi, ovviamente ha cambiato i suoi gusti, però c’è da riconoscere che mentre era in voga leggere libri del battello a vapore e di Geronimo Stilton, Winston già si interessava a libri più “pesanti” quali gli Harry Potter (almeno quelli che esistevano a quel tempo) e “Il Signore degli Anelli” (che però non riuscì a leggere la prima volta). Altra passione che scoprì fu il disegno, e in particolare il fumetto.

Le opere di questo periodo sono gli incompiuti “Dylan Corl e la pietra lunare” e “Animals”… tuttavia, ora che ci penso, c’era un breve fumetto che parlava di un ragazzo di nome Alan che entra in un castello stregato e combatte senza motivo contro dei mostri, se non sbaglio quello era completo. Ora che ci penso c’è un’altro lavoro che provò a scrivere, e si trattava della storia del figlio di Harry Potter, un certo Jack Potter, il progetto però è andato perduto, si trattava di fogli di un quadernone a quadretti messi insieme con i capitoli scritti a matita come se fossero un codice amanuense (la prima lettera di ogni capitolo era più grande e conteneva simboli che suggerivano gli avvenimenti del capitolo).

E’ importante inoltre citare il suo ingresso al mondo del teatro, con uno spettacolo di parrocchia recitato con due amici nelle vesti dei tre protagonisti.

Gli anni delle medie e il silenzio esistenziale

Il passaggio dalle elementari alle medie fu traumatico: trovatosi in un ambiente completamente diverso dal suo animo, Winston cominciò a indossare varie maschere per non essere mangiato vivo dalle persone che lo circondavano ogni giorno. Le sue letture si limitarono agli Harry Potter che di tanto in tanto erano pubblicati, la sua passione del disegno fu soppressa, e solo poche volte emergeva per un breve periodo e il suo scrivere rallentò notevolmente. Non si trattò tuttavia di un reale silenzio, e neanche di una vera e propria assenza di vita: vi erano periodi in cui il suo Io bambino era più forte, e lui non lo poteva reprimere. Con il suo migliore amico cominciò a montare video di dragon ball, e come suo solito, osservò lo strumento e pensò in grande. Ecco il suo secondo sogno (il primo era fare lo scrittore): diventare regista. Provò per prima cosa a registrare con gli amici “Harry Potter e la camera dei segreti” (ripetitivo, non trovate?), poi tentò di creare un telefilm insieme a una sua amica, e di questo scrisse il copione di tre episodi, mai neanche provati (mi sembra si chiamasse “Mistery and Magics at the Magic College”, già il perfetto inglese diceva tutto). La sua carriera di regista si chiuse con la stesura di un film completo, ispirato dalla riuscita di un video-cabaret scritto, realizzato, ripreso e montato (e visto adesso mi rendo conto che si poteva anche evitare).

Scritto il film, che era un horror e si chiamava un qualcosa simile a “Festa di sangue”, non riuscì a cominciare le riprese per la mancanza di telecamera, che i genitori gli comprarono poco prima delle vacanze estive, quando ormai non c’erano più gli attori (ritornando dalle vacanze lo spirito hollywoodiano di questi era sparito, solo il suo persisteva, povero piccolo).

Ma oltre queste parentesi, come dicevo, il bambino che era in lui si avviava in un luogo sempre più piccolo e chiuso, fino al secondo passaggio: quello dalle medie alle superiori.

Biennio scientifico

E’ importante separare i primi due anni del liceo da quello che sarà poi il triennio perché tanti saranno i cambiamenti che avverranno nel corso degli ultimi tre anni di liceo. Ma nel corso del biennio W. amava sentirsi uno studente e provava ad aprirsi un po’ a tutto ciò che poteva interessarlo, anche se non si è mai riuscito ad aprire per bene. A questo punto la situazione diventa un po’ complessa anche per chi sta riportando le informazioni nell’enciclopedia, visto che essendo sempre più recenti, gli avvenimenti riguardano situazioni sempre più vicine, che talvolta corrispondono a ferite ancora non cicatrizzate per bene o semplicemente si tratta dei fatti suoi.

In ogni caso si tratta di due anni molto comuni, le vicende accadute non sono particolarmente rilevanti, ma ovviamente sarà proprio questa eccessività di piattezza a creare nel Poeta una crisi interiore.

Crisi esistenziale, ripresa

Non è possibile definire meglio le cause della cosiddetta crisi esistenziale, di certo gradirebbe poco che la si attribuisse a solite crisi adolescenziali. Lo stesso poeta spiegherà infatti in un’intervista: “ho sempre odiato le nozioni di quella sottospecie di cultura popolare che si diffonde nel volgo, e che riempe le masse di sapientoni in tutto. Una crisi è personale, può venire a ogni età e riguarda tante cose, non si può creare un’idea generale secondo la quale a una determinata età giunge questa fatidica crisi solo per esorcizzare la cosa.”(Winston Smith durante la premiazione del golden globe per attore non protagonista).

Come le crisi vengono, così vengono superate… certo, scrivendo un’enciclopedia è semplice parlare di lunghi periodi di vita come se si trattasse di episodi di pochi minuti, differente è la sorte di chi si trova a vivere ciò che gli accade. E’ stata molto importante in questo periodo la riscoperta della scrittura. Dopo il tentativo di un nuovo romanzo che a un certo punto è diventato così complicato che neanche l’autore ci capiva più nulla, ha seguito un nuovo periodo di riscoperta di se stesso. Il poeta preferisce parlare di queste esperienze solo per trasmissione orale, in quanto narratore personale per la sua enciclopedia preferisco rispettare questa sua scelta.

Il Naufragio a Mikiput

Compiuto il diciottesimo anno d’età, il giovane ha deciso di imbarcarsi ufficialmente, proiettandosi verso un qualcosa che probabilmente era il solo a immaginare e che si è scontrato con la dura realtà provocandogli un naufragio degno di Cast Away. Unica piccolissima (piccolissima davvero) differenza consiste negli abitanti dell’isola in questione: se per Chuck Noland l’unica compagnia consiste nel pallone Winston, per l’autore -che nello scrivere il suo blog si firma con lo stesso nome, riferendosi però ad altre fonti- sarà un po’ differente: svegliandosi dopo il terribile incidente e la poderosa tempesta provò a muovere gli arti scoprendoli drammaticamente saldati a terra. Dopo più tentativi falliti nell’aprire gli occhi che erano rivolti verso il sole, riuscì a mettere a fuoco la situazione intorno a lui, e notò tanti omini fastidiosi che continuavano a picchettare paletti di legno al terreno per tendere altre corde affinché il loro prigioniero non fuggisse. Ciò che per l’autore si chiamava prigionia per quegli uomini si chiamava libertà, e nel dimostrargli che tale era la sua condizione gli permisero di tenere questo blog, dettando all’esserino più colto ogni venerdì cosa voleva trasmettere al resto del mondo. Accettando controvoglia il compromesso e promesso agli abitanti che non avrebbe mai rivelato la posizione dell’isola di Mikiput, cominciò il suo disperato discorso col mondo.

La Fuga

Successivamente Winston è sfuggito da Mikiput, non si sa dove si è diretto né con che frequenza comunicherà con i propri lettori immaginari. Ciò che si sa è che i Mikiputziani stanno compiendo una dissennata caccia all’uomo per poter far tornare tutto come prima, sotto i gridi acuti del loro Re.

Brobdingnag

Abbandonata Mikiput si ritrova in un’isola che capovolge la prospettiva: ogni cosa è brobdingnagiana, e nuove difficoltà si aggiungono a quelle precedenti, evidentemente non si può mai stare tranquilli.

Le opere [modifica]

Dylan Corl e la pietra lunare

Iniziò a scrivere il suo primo romanzo durante l’estate, non si sa bene di che anno, si sa tuttavia che lo scrisse su un grande block notes, e che cercava di farci entrare un capitolo per pagina. Oggi il documento è andato perduto, ma si sa che nella prima versione, il primo capitolo si svolgeva in un mercato di un luogo fantastico, dove esistevano frutti come le “melocche” una sorta di unione tra mele ed albicocche. Tornato dalla vacanza estiva cominciò a chiedere di avere una macchina da scrivere, il padre gli portò uno dei computer del suo ufficio: era un Windows 98 di un bel color yogurt scaduto che da solo occupava più spazio dell’allora Winston. Con il suo nuovo mezzo, lo scrittore napoletano cominciò a scrivere la seconda versione, nella quale inserì un motivo per giustificare il viaggio del personaggio alla ricerca della pietra lunare: un mostro con le ali nere aveva ucciso i suoi genitori mentre il bravo bambino era sceso in paese a comprare il latte (che storia commuovente). In ogni caso, per un motivo o l’altro, l’eroe doveva affrontare varie prove che si ispiravano agli elementi naturali (solo che ora che ci penso non erano quattro le prove, ma molte di più… forse “deserto” non è proprio uno degli elementi).

In ogni caso l’opera è andata perduta insieme al computer di allora, però l’autore ha affermato di averne salvata una copia su un Floppy disk con su scritto a matita “libro”… anche se si trovasse però probabilmente non si avrebbe modo di aprirlo.

Animals, serie a fumetti

Tuttavia il romanzo non fu l’unico percorso intrapreso dal giovane: i compagni delle elementari dotati di pachidermica memoria di certo ricorderanno i club del disegno che il piccolo Winston organizzava, dopotutto lui era il vignettista ufficiale, e su quaderni a quadretti nelle ore dell’intervallo rappresentava storie a fumetti. C’era la storia di un certo bambino di nome Alan che sperdutosi in un castello di mostri si trova a dover tornare a casa combattendo contro mummie, vampiri e zombie; c’era poi l’amatissimo Goku che si sottoponeva ad allenamenti improbabili e poi c’erano gli Animals.

Si tratta di una serie a fumetti che si ispira ad un gioco che il bambino faceva col padre che consisteva in una lotta tra esseri che potevano trasformarsi in animali e che misteriosamente finiva sempre allo stesso modo (il padre distrutto si stendeva supino e il bambino si trasformava in formica su consiglio dell’esausto avversario e gli massaggiava la schiena a sua insaputa).

Ma massaggi a parte, la serie, come al solito incompleta, raccontava di questi ragazzi combattenti con armature ispirate agli animali che difendevano e alla loro costell… ah no quelli sono i cavalieri dello zodiaco.

Canzoni e brevi poesie

Come dice Benedetto Croce, e come ripete De André, tutti fino ai diciott’anni scriviamo poesie. Dopodiché a continuare sono due categorie: i poeti e gli sciocchi. Fabrizio si è posizionato al centro, rifugiandosi nella canzone (come  se non avesse potuto scegliere la poesia), Winston si è gettato nella prosa lasciando fuori tutti i possibili dubbi. Si tratta di poesie che vogliono tirare spesso il morale, che analizzano sensazioni di tristezza e che risultano in ogni caso dei calderoni di idee e termini altrui, anche se analizzate in maniera personale. Probabilmente resteranno in un luogo segreto, raggiungibile soltanto se si possiede una bussola che conduce verso ciò che più si desidera al mondo, nel caso in cui però il possessore di tale bussola trovasse queste poesie, forse dovrebbe rivalutare le proprie priorità.

 

La Via di montagna

Si tratta di un tentativo di romanzo che l’autore stesso definisce il primo dopo la pausa. Si trattava di una storia abbastanza complessa che era l’intreccio di tre personaggi: un ragazzo, un cavaliere e un supereroe, l’ultimo era un fumetto. Era dunque un ibrido che univa il romanzo alla graphic novel, ma la complessità del progetto e la difficoltà nel realizzare la storia del supereroe, nonché un cambiamento interiore dell’autore, ha lasciato il progetto con il cantiere aperto… un po’ come accade con molti ospedali e strutture pubbliche del nostro paese.

Diario

Sotto molti versi si tratta di un semplice moleskine nero, ma affettivamente ha un grande significato per l’autore oltre che per i contenuti, per essere il primo diario concluso. Di fatto è un raccoglitore di pensieri più che un diario.

Pin’Occhio

Primo lavoro concluso, è un musical ispirato al romanzo di Collodi rivisitato in chiave moderna, ambientato ai Campi Flegrei  con le musiche di Edoardo Bennato. Lo scritto è decisamente lontano dallo stile che poi assumerà pian piano questo nuovo periodo di scrittura, ma tuttavia ha una sua linearità e prova in maniera impacciata a trasmettere un messaggio. In ogni caso è una commedia che ha come tema la crescita: Giuseppe Occhio, chiamato Pino dagli amici, in ognuno dei tre atti ha età differenti.

Antidoto contro la libertà

Breve commedia in due atti che a differenza della precedente si basa una scenografia semplice e una maggiore espressività. Nonostante non si tratti di una sceneggiatura professionale, l’autore le è molto legato e ancora sogna di poterla mettere in atto.

10 thoughts on “3 Mikipedia

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